Seleziona una pagina

Manca più di un anno e mezzo alle prossime elezioni amministrative e già è iniziata la campagna elettorale “parallela” di qualche navigato esponente politico del territorio che fin da adesso, facendo leva sulla disoccupazione diffusa specialmente tra i giovani, promette soluzioni a questo problema e, nella stragrande maggioranza delle volte, restano promesse senza fondamento.

Un percorso purtroppo noto a tantissimi giovani che si ritrovano dopo la tornata elettorale con un pugno di mosche e soprattutto la frustrazione di essere stati ingannati.

A raccontarci la propria esperienza è l’attivista cassinate Alessio Carlino.  «Da quando avevo diciotto anni a quando ne ho compiuti 24 – poi ho imparato a rispondere a tono – sono stato avvicinato praticamente da tutti i “volponi politici” della città che con il proprio sapiente modo di fare mi hanno promesso un posto di lavoro che mi avrebbe fatto vivere un futuro sicuramente più sereno. Per più di un lustro – dall’ultimo anno delle scuole superiori al periodo di frequenza universitaria – mi sono fatto illudere da questi personaggi che avevano come unico scopo quello di coltivare ed incrementare il proprio consenso elettorale!

Ricordo molto bene cosa passa nella mente di un giovane quando si sente promettere la soluzione al problema del lavoro: soddisfazione, tranquillità, spensieratezza, senso di appagamento e così via.

Si smette di cercare e quel sano “senso di fame” che serve a farci conquistare le cose sembra essere appagato. Subito si vola con la mente a quello che si farà da li a poco, a quando si inizierà a guadagnare con il lavoro “gentilmente offerto” dalle conoscenze altrui. Mi potrò sposare, avere dei figli, comprare una casa, un’auto e così via. Tutto questo senza sapere della delusione a cui si va incontro, ci si sente euforici e non più uno “sfigato” che non riesce a realizzarsi.

Tra una promessa e l’altra intanto passano gli anni, fino a quando ci si accorge che non ti è stato dato nulla e per campare ancora devi chiedere i soldi ai tuoi genitori!

Inizia quindi la fase contraria all’euforia: la delusione.

Ora, a distanza di anni, ancora continuo a sentire persone che mi confidano che in questi ultimi giorni sono state avvicinate dagli stessi soggetti di allora che provano a riacquistare il proprio spazio elettorale con il collaudato metodo appena raccontato.

L’approccio non è cambiato. Si parte con delle domande generiche parlando del più e del meno e poi si arriva alla fatidica domanda: “e il lavoro come va?”. Di solito sanno benissimo la situazione del proprio interlocutore e alla risposta di tanti “purtroppo non ce l’ho”, c’è sempre la fatidica frase che apre le speranze altrui:  “forse ho qualcosa per te. Dai fatti sentire”. A questo punto c’è quasi sempre un paradosso evidente, spesso anche i loro familiari sono senza lavoro.

Tutto questo ora deve finire. Bisognerebbe trovare il coraggio di far cessare queste pratiche che fanno solo male a chi ha bisogno di lavorare testimoniando la propria esperienza.

Per questo motivo invito tutti a segnalare all’insieme Meritocrazia Italiana la propria esperienza in modo tale da renderla pubblica per far aprire gli occhi a chi ingenuamente ancora continua a sperare in queste false promesse.

Tutti coloro che volessero raccontarci la propria storia puossono scrivere a meritocraziaitaliana@gmail.com che poi metterà a a disposizione uno spazio sul web per tutti coloro che hanno voglia di raccontarsi. In alternativa è possibile chiamare il 3278354182.

Dai Insieme proviamo a mettere al bando questi sciacalli.

guarga l’articolo di stampa cliccando qui

 

× Come possiamo aiutarti?