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Sono mesi ormai che si dibatte sull’acqua pubblica cassinate. Ricorsi, sentenze del Tar, sospensive e, inevitabilmente polemiche. In tanti pronti a discettare sulle strategie messe in campo dall’amministrazione Petrarcone (per alcuni fallimentari e controproducenti, per altri provvidenziali e quasi miracolose) per difendere l’acquedotto comunale. Pochi invece hanno pensato a come far diventare la più grande risorsa della nostra città, in un vero e proprio businness. Uno di questi è … 

Alessio Carlino, giovane imprenditore cassinate e presidente di Meritocrazia Italiana, che ha voluto lanciare una proposta che punta a trasformare quel che scorre sotto i nostri piedi e dai nostri rubinetti, in moneta sonante. «Dobbiamo imbottigliare l’acqua delle nostre sorgenti, compresa quella delle Terme Varroniane!» esordisce il presidente dell’associazione cassinate. «Esiste un modo, a nostro parere – osserva – per ricavare utili da quella che è la più grande ricchezza.  E noi del collettivo   di Meritocrazia Italiana abbiamo messo a punto una proposta che reputiamo, oltre che facilmente realizzabile, anche ambiziosa dal punto di vista imprenditoriale, e che punta per altro a proiettare l’immagine di Cassino al livello dei grandi marchi del settore. Essendo  da sempre stato, personalmente, sostenitore delle società a partecipazione pubblica (a patto che siano sempre gestite e controllate da persone serie ed integerrime) con gli attivisti di Meritocrazia Italiana vogliamo avanzare una proposta per la costituzione di un “Consorzio  di filiera dell’acqua cassinate”. Un’azienda con un’azionista pubblico di maggioranza al 51%, ovvero il comune, ed una serie di investitori della città a detenere il restante 49%. Il core business di questa partecipata, sarebbe quindi  quello di commerciare le nostre preziose acque attraverso l’imbottigliamento  dell’oro “trasparente” che sgorga abbondantemente dalle nostre sorgenti. Ricordiamolo – precisa l’attivista  cassinate – l’acqua cassinate viene considerata, dopo una lunga serie di accurate analisi, tra le migliori d’ Italia. Se quindi andasse in porto un progetto del genere, a fronte di un investimento iniziale dei privati, la municipalità cassinate e soprattutto i cittadini potrebbero godere di una serie di vantaggi non da poco.  L’operazione garantirebbe infatti la creazione di numerosi posti di lavoro, ovviamente da assegnare, almeno secondo le nostre intenzioni, esclusivamente attraverso un concorso pubblico. Riteniamo infatti che sia assolutamente necessario che ad ogni figura professionale corrisponda il nome di un cassinate qualificato e competente. Questa è per noi la meritocrazia. In più  – aggiunge Carlino – l’altro aspetto positivo del progetto sarebbe dato dall’indotto che certamente potrebbe svilupparsi attorno all’attività principale dell’azienda: pensiamo ad esempio alle società che forniscono e sterilizzano bottiglie, a quelle che si occupano di trasporto, alle società di grafica e di marketing e così via.  Il tutto mentre gli imprenditori del territorio vedrebbero ammortizzati in breve tempo gli investimenti iniziali, che diventerebbero quindi quasi immediatamente guadagni. Non dimentichiamo poi che il Comune di Cassino, da una operazione di questo tipo, trarrebbe enormi vantaggi in termini economici grazie agli introiti praticamente assicurati dalla vendita di acqua nei circuiti del pubblico impiego, nelle scuole, negli uffici pubblici ed ovviamente nella grande e piccola distribuzione. L’utile ad appannaggio del Comune di Cassino,  potrebbe poi essere impiegato per abbassare le tasse ai cittadini e per migliorare tutti i servizi forniti dall’Ente. Questa è la nostra proposta – chiosa il presidente di Meritocrazia Italiana -, e ci auguriamo che il minimo risultato possa essere quello di far nascere un sano dibattito sull’acqua tra i cittadini di Cassino».

Il piano economico redatto prevede un inserimento lavorativo per n.° 27 unità. Ammicco

 

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