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Ecco il testo integrale del documento pubblicato il 26/10/2012 a pag. 5 de “Il Tempo” quotidiano nazionale.

Ormai fa un effetto strano accendere la tv o aprire le pagine dei quotidiani e non vedere notizie relative a nuovi scandali provocati da esponenti di qualche “partito politico”. Indistintamente a partire dalla destra fino ad arrivare alla sinistra, tutti si sono contraddistinti con episodi di sperpero di denaro pubblico o, ancor più gravi, di appropriazione indebita.

Io che sono un giovane imprenditore agli inizi e devo impegnarmi costantemente dalle prime luci del mattino a procacciare il lavoro che mi permetta di tirare avanti, a sentire tutti questi abusi mi sento offeso e leso nei miei diritti. Immagino come possa sentirsi chi si trova in condizione di non avere lavoro o di non poter dare tutte le risposte alla propria famiglia.

È un’ingiustizia soprattutto sociale. Ritengo che non si possa continuare a sopportare e a permettere che accada tutto ciò.

Proprio per queste motivazioni, non me la sento di restare alla finestra a guardare quello che sta accadendo alla mia amata Italia. Credo che una soluzione a tutto questo ci possa essere con la riscoperta del vero significato di “meritocrazia”.Solo diffondendo questo valore in ogni aspetto della politica, dell’economia, della società e della nostra stessa vita possiamo pensare di ricostruire il nostro Paese impoverito e sfiduciato come se fosse uscito sconfitto da una guerra estenuante.

C’è bisogno di un insieme di persone oneste e meritevoli che, unite, possano farsi largo e contribuire ad epurare il marciume che c’è in giro. In collaborazione con alcuni amici, che come me hanno seguito fin’ora in disparte l’andamento e l’avvicendarsi delle classi dirigenti, stiamo provando a costituire l’Insieme politico “Meritocrazia Italiana”. I nostri sforzi in termini economici e temporali li stiamo facendo da soli. Ora tocca a voi cercare di farci crescere sempre più per darci la forza di applicare le necessarie modifiche a quello che sembra il normale svolgersi dei soprusi e delle ingiustizie sociali.

Alle candidature proporremo persone giovani, dinamiche, preparate, esperte nel settore che intendono dirigere e con una fedina penale limpida. Chi vorrà far parte del nostro “Insieme” dovrà accettare regole chiare ma ferree sia etiche che comportamentali, in grado di evitare lo svilupparsi dei conflitti interni che portano inevitabilmente al disfacimento.

L’attenzione per il sociale e per le classi meno abbienti sarà totale.

La prima idea che abbiamo in mente e che attueremo sarà intitolata: “Lo Stato per il sociale”.  Essa prevederà l’impegno dello Stato a  fornire agli Enti Pubblici apparecchiature in grado di produrre energia pulita (solare, eolico, idroelettrico, biogas, ecc.), ed essi dovranno renderle operative entro 6 mesi dal ricevimento.

L’intero ricavato dalla vendita dell’energia generata, detratta la quota di rientro per lo Stato, dovrà essere utilizzata per interventi di carattere sociale per l’intera durata della produzione.

L’appello a contribuire è rivolto a tutti i cittadini che hanno a cuore le proprie sorti, quelle dei propri figli e quelle della propria Nazione. Mi rivolgo a chi si è sentito tradito dalla politica, a chi è stata preclusa un’opportunità a causa del malcostume dilagante, a chi, consapevole di poter fare bene,  è stato sempre ostacolato, a chi vuole solo giustizia sociale e soffre perché non c’è.

Le opportunità devono esserci per tutti e nessuno deve permettersi di togliercele. 

Infine mi rivolgo agli organi di informazioni di massa con preghiera di dare opportunità di presentazione anche a persone nuove e non solamente ai “professionisti della politica”.

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