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La città di Cassino aveva un bel posto Sorpreso in cui i contadini delle campagne circostanti potevano esporre le proprie merci prodotte con tanto sacrificio e con tanto amore…era il MERCATO COPERTO. Questa struttura, sorta su un appezzamento di terreno donato da “cassinati doc” all’Ente comunale proprio con lo scopo di realizzarci su la descritta opera, ha ospitato per alcuni lustri tantissimi cittadini di Cassino che, con il sole o con la pioggia, vi …

si potevano recare per acquistare il tanto elogiato prodotto a km zero. A dire di tanti amici, ormai anziani, quel luogo era anche un posto per socializzare; ci si recava, oltre che per acquistare, anche per incontrare gli amici…per fare quattro chiacchiere…per scambiarsi le ricette….insomma era essenzialmente uno spazio socio-commerciale!

 

Oggi possiamo costatare ancora una volta come gli interessi di pochi possono condizionare la vita di tanti.

Ci siamo per caso chiesti che fine hanno fatto molti dei contadini che vendevano li dentro? Beh vi riporto le parole di uno di loro che conosco personalmente ed è un caro amico. «Da quando hanno chiuso il Mercato Coperto la mia vita è diventata un calvario…ho provato ad aprire la mia stessa attività in altri posti, ma le cose sono andate male; prima con quel lavoro ho potuto costruirmi una casa, far crescere bene i miei figli…poi d’un tratto, senza alcuna motivazione plausibile, mi sono trovato per la strada senza lavoro. Ho provato, ho resistito, ma non ce l’ho fatta! Ora mi trovo con gravi problemi economici…sai mi vogliono togliere pure la casa; e chi devo ringraziare per avermi rovinato la vita?»

Vedete, l’appello di Meritocrazia Italiana® volto a salvare il Mercato Coperto, che qualcuno ha interpretato come un modo per farsi pubblicità, è stato fatto per provare a smuovere le sensibilità di altri esseri umani, quelle persone che dovrebbero avere a cuore il prossimo. Si sperava che le cose potessero restare ferme fino alla prossima legislatura in modo che, se fosse andata Meritocrazia Italiana® al governo della città, avrebbe potuto trattare in maniera forte con gli attuali proprietari.

Sapete è paradossale costatare come le cose in questa città vanno sempre per il verso sbagliato. Infatti in questo particolare periodo storico in cui tutte le Istituzioni (Europa, Governo, Regione, Camera di Commercio) attuano programmi (stanziando fondi) per la valorizzazione  dei prodotti tipici territoriali di qualità e dettano linee guida indicando la creazione di filiere indirizzate verso la produzione e la vendita diretta dei prodotti locali in “apposite location allo scopo adibite” – farmer market – ….. e a Cassino che si fa? SI DISTRUGGE UN IMMOBILE GIÀ PRONTO CHE AVREBBE BISOGNO SOLO DI UNA RISTRUTTURATA. Penso ad un polo agroalimentare del cassinate.

Ma le cose, purtroppo, stanno andando in un’altra direzione. Povera Italia, povera Cassino!

Buona notte amici,

Alessio Carlino

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