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“Le elezioni provinciali 2014 di Frosinone: l’ennesima Grande Abbuffata della Politica ”.

Il 12 Ottobre scorso si sono svolte le votazioni per l’elezione del Presidente della Provincia di Frosinone; il tutto senza che molti neanche se ne accorgessero. Per la prima volta dalla sua costituzione infatti non sono stati i cittadini ad eleggerlo ma gli amministratori dei comuni della provincia stessa. La … 

“Legge del Rio” ha trasformato le province in “Enti di secondo livello” prevedendo una composizione delle strutture rappresentative non più elette dal popolo ma dalla politica stessa. E’ bene evidenziare che non c’è stata alcuna soppressione di fatto; le province continuano ad esistere, hanno un loro bilancio e tutta una serie di compiti ben specifici che la legge spiega molto bene (costruzione e gestione di strade, edilizia scolastica, trasporti, ecc.). E’ chiaro che gli interessi per la politica ci sono eccome; altrimenti non si sarebbe assistito allo sciacallaggio delle settimane pre-elettorali. Con i cittadini soltanto spettatori i politici frusinati hanno approfittato per sguazzarci dentro e di gusto. Sembra di aver assistito ad una prematura (visto che siamo in Ottobre) spartizione del maiale appena macellato, in cui ognuno fa a gara per prendersi la parte migliore. Liberi dal dover rendere conto a degli elettori sempre più esigenti, attenti e frustrati come quelli italiani, i nostri amministratori hanno dato luogo ad una vera farsa: l’elezione del neo presidente, Antonio Pompeo, è frutto di accordi trasversali tra le varie forze politiche, tant’è che partiti come il PD, sono usciti fortemente divisi dal voto avendo varie correnti interne che spingevano per candidati diversi. Certamente anche Forza Italia e gli altri non hanno fatto una gran bella figura. Il motivo è chiaro: gli accordi bipartizan sono leciti e legittimi se legati ad un programma, ad una linea di azione comune per il progresso e lo sviluppo di una comunità; in quel caso delle lotte partitiche non interesserebbe a nessuno; ma qui è diverso. Gli accordi sono stati fatti a cena, nella più assoluta leggerezza e tranquillità per spartirsi ruoli e incarichi, per accontentare amici e fedelissimi.

Insomma, ancora una volta, la politica ha perso un’occasione per mostrarsi diversa, matura e al servizio dei cittadini. Avremmo voluto sentir parlare di progetti, di idee, di soluzioni ma evidentemente bisogna ammettere, con delusione e rabbia, che purtroppo il vento del cambiamento non si è ancora levato.

 

Alessandro Persichini

Meritocrazia Italiana®

 

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