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Ricorre oggi, 25 aprile, festa nazionale, il settantesimo anniversario della liberazione d’Italia dalle armate nazifasciste, annientate dalla vittoriosa avanzata degli alleati anglo-americani e dalla lotta senza quartiere della Resistenza partigiana. Il Paese era devastato e distrutto dopo cinque anni di guerre esterne ed interne: incominciava il faticoso cammino verso la ricostruzione delle città distrutte e la riorganizzazione sociale e civile. Furono lunghi anni di sacrifici per il popolo italiano, che durarono per oltre dieci anni, ma alla fine vennero coronati dal successo. Quando, all’inizio degli anni Sessanta, si cominciò a parlare di “boom” economico, si potè dire che il grosso era stato fatto e che l’Italia si stava risollevando. Se materialmente si poteva affermare …

che la ricostruzione era stata in gran parte portata a termine,rimanevano ancora le ferite morali nel cuore di quegli uomini e di quelle donne che avevano perduto i loro cari o sui campi di battaglia d’Europa o d’Africa o nella guerra civile che insanguinò il Paese per più di due anni.

Nella maggior parte dei giovani l’importanza di questo anniversario viene spesso dimenticata al punto che, se richiesti di parlarne, restano impacciati e non sannospiegarne il significato.  E’ compito della scuola e dell’informazione di massa dare ampio risalto al profondo significato che la giornata del 25 aprile riveste nella coscienza storica di tutto un popolo. Ancora oggi vivono invalidi di guerra che portano impressi nel cuore e nel corpo i segni indelebili delle distruzioni belliche:parlare con essi, a volte, sentire dalla loro viva voce i ricordi delle loro tragedie da’ un significato ancora attuale a quelli che sono stati gli orrori della guerra.Nelle nostre contrade ci sono ancora testimonianze dei fatti bellici, perché il cassinate era attraversato dalla linea Gustav, che si estendeva dal mar Tirreno al mar Adriatico attraverso gli Appennini e si proponeva di arrestare l’avanzata anglo-americana che risaliva dal sud. Ci furono aspri combattimenti, come testimoniano i sacrari militari presenti nella zona, le città, tra cui Cassino e la storica Abbazia di Montecassino vennero rase al suolo. Non pochi anziani ancora in vita portano stampata nel cuore l’immagine di quei fatti tragici e le sofferenze patite. I giovani di oggi  devono far tesoro di tutte queste testimonianze, studiarle e ricordarle per tramandarle ai loro figli un domani. Solo quando c’è la coscienza viva e vitale della storia passata è possibile vivere la storia presente e costruire quella futura, perciò ci sembra importante la rievocazione del 25 aprile. Non bisogna dimenticare,inoltre, che quest’anniversario resta sempre più affidato ai documenti perché i testimoni diretti di quei fatti tragici diminuiscono sempre più con il passare inevitabile degli anni.

Le campagne di Cassino sono contrassegnate da monumenti, cippi funerari, lapidi,sacrari militari che andrebbero visitati più spesso soprattutto dietro interessamento e proposte di docenti e capi d’istituto poiché possono far riflettere il giovane allievo su una realtà e una dimensione sociale e civile che fu la ragione di vita dei loro nonni. Non bisogna dimenticare che, se noi oggi viviamo in un Paese libero e democratico, lo si deve a quanti soffrirono per la durata di un ventennio di dittatura e poi affrontarono con il sacrificio della vita l’immane tragedia bellica sino alla vittoria di cui ricordiamo l’anniversario.

                                                                               Prof.ssa  LEONARDA OLIVA

 

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