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È noto che, con la festa nazionale del due giugno, si rievoca la proclamazione della Repubblica italiana, che nacque in seguito alla scelta elettorale del popolo italiano che votò, per la prima volta,a suffragio universale, la …

scelta del tipo di organizzazione politica che avrebbe dovuto governare l’Italia, tra monarchia e repubblica. Nella competizione elettorale, come si sa, la monarchia risultò perdente  e la famiglia reale dovette prendere la via dell’esilio. L’importanza della rievocazione del due giugno non risiede tanto in questi fatti di cronaca politica , che portarono in modo definitivo al trionfo della Repubblica, quanto alla presa di coscienza di tutto il popolo italiano chiamato ad esprimere con il suo voto un giudizio storico, sociale, morale sulla responsabilità della monarchia durante il ventennio fascista e durante la tragedia della guerra conclusasi con la totale rovina del Paese. Dall’esito elettorale, che affossava una volta per sempre il governo monarchico emergeva la maturazione politica di tutto un popolo, che si esprimeva con la piena consapevolezza delle sue capacità di giudicare e di emettere una sentenza inappellabile nei confronti  di una monarchia collusa con il Fascismo e con le sue aberranti prese di posizione. È fuori di dubbio, infatti, che i crimini perpetrati dal Fascismo (dal delitto Matteotti alle leggi antisemite e fino alla sciagurata entrata in guerra a fianco del Nazismo hitleriano) ebbero l’approvazione e l’avallo del re Vittorio Emanuele III. Nella propaganda elettorale, portata avanti dai politici filo monarchici, si sottolineavano i meriti dei Savoia nel processo di indipendenza e unificazione nazionale, ma il popolo aveva impresso nell’animo vent’anni di soprusi e di prepotenze, di oppressione e di miseria materiale e morale, sfociati poi in cinque anni di guerre, di rovine e di lutti. Quella scelta del due giugno, di cui giustamente si celebra il ricordo ogni anno, scaturì, quindi, da un momento di profonda meditazione e di scelta consapevole che si materializzò nella volontà del cambiamento. La Repubblica appena nata era chiamata ad affrontare altre prove, non sempre facili, data la presenza di partiti in netta opposizione tra loro e spesso pervasi da un clima di odio e di strisciante sommossa civile. Ma, pur con questi limiti, il popolo riuscì ad incamminarsi sulla strada della Democrazia, che ogni volta maturava nel segreto dell’urna, attraverso libere elezioni a suffragio universale: era una conquista di non poco conto, che poneva il Paese al fianco delle democrazie occidentali, maturo e consapevole del suo destino.

Il retaggio che quella libera scelta democratica lascia alle generazioni successive è semplice e profondo al tempo stesso, e come tale viene celebrato nei discorsi di circostanza in ogni ricorrenza annuale: quando un popolo coordina le sue scelte in ottemperanza al principio dell’autodecisione e si esprime attraverso il voto nell’urna elettorale, allora significa che tale popolo è maturo per dettare l’agenda del suo futuro e per rinnovarsi periodicamente nel segno della libertà e dell’autodeterminazione.

 

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