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 I politici sono l’espressione del proprio elettorato! Questa esclamazione l’ho sentita qualche giorno fa da persone distinte che parlavano davanti ad un bar mentre sorseggiavano un aperitivo. Uno di loro faceva questa analisi: …

“Se la maggior parte dei cittadini cerca di ottenere dal politico di turno favori volti a migliorare la propria situazione personale senza preoccuparsi dei problemi derivanti da tali scorciatoie, significa che detta quota di cittadini è egoista”. E continuava: “detto ciò, visto che i politici sono in primis dei cittadini, è semplice giungere alla matematica conclusione che la quota maggiore di loro è egoista e pensa solo ai propri interessi”. È vero! Ma allora, come risolvere il problema? Come intervenire per tentare di invertire l’andazzo? A mio giudizio bisognerebbe agire su quella parte dei cittadini che sono nella fase di apprendimento: i bambini e gli adolescenti. Attraverso programmi di formazione ed informazione creati appositamente per essere proposti agli studenti delle scuole primarie e secondarie di 1° e 2° livello si potrebbero trasmettere i valori della meritocrazia e del rispetto del prossimo. Allo stesso tempo si potrebbe infondere nelle loro giovani menti il ripudio per il compromesso morale e per l’indifferenza. Si potrebbero mostrare gli effetti prodotti sulla società dalla ingiusta spartizione dei posti di lavoro e delle altre pratiche usate per favorire il clientelismo. Tali programmazioni dovrebbero essere dotate di esempi di vita meritocratica contrapposti ad esempi di vita opportunistica.

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